C'è un filo che da anni lega l'Università degli Studi di Napoli Parthenope al Massachusetts Institute of Technology. Un filo che si è appena rinsaldato con un nuovo accordo tra le due istituzioni, capace di aprire una fase inedita nella collaborazione e di trasformare, ancora una volta, la ricerca in leva concreta di sviluppo per il territorio campano. Il cuore della nuova intesa si chiama Boost, un programma pensato per accompagnare le startup innovative nel momento più delicato della loro esistenza: quello dello scale-up, quando un'impresa giovane deve dimostrare di saper reggere il confronto con i mercati internazionali, attrarre capitali freschi e consolidare un modello di business ancora acerbo. Non è un passaggio scontato, e la Campania lo sa bene: seconda regione italiana per numero di startup innovative, il territorio non fatica tanto a generare nuove idee imprenditoriali, quanto a farle crescere oltre i primi, fragili anni di vita. È proprio su questo divario che Boost intende agire, mettendo in rete università, ricerca, impresa e finanza secondo un modello ispirato direttamente all'esperienza del Mit, tra le fucine di innovazione più studiate e imitate al mondo.
La blue economy corre con la spinta del SudIl programma Il progetto è stato definito nel corso di un incontro tra il rettore della Parthenope, Antonio Garofalo, e Rick Locke, presidente della Mit Sloan School of Management. Il programma vedrà il coinvolgimento di ricercatori, imprenditori, investitori ed esperti di entrambe le realtà accademiche, chiamati a mettere a sistema competenze scientifiche e manageriali maturate su sponde diverse dell'Atlantico. Le aree tematiche coinvolte spazieranno dall'imprenditorialità all'intelligenza artificiale, dalle tecnologie per la transizione energetica all'innovazione industriale: un ventaglio ampio e trasversale, coerente con la volontà di sostenere la crescita di imprese ad alto contenuto tecnologico in settori considerati strategici per il futuro del Paese. Per comprendere la portata di questo nuovo capitolo occorre guardare alla storia che lo precede, una storia che affonda le radici nel 2018. Fu allora che il team Campania, coordinato proprio dall'ateneo napoletano, venne selezionato per partecipare al Regional Entrepreneurship Acceleration Program del Mit, coinvolgendo in quell'occasione Regione Campania, Grimaldi Group, Next Geosolutions e BPER Banca. Un risultato che testimonia, già allora, la capacità della Parthenope di collocarsi tra gli attori di riferimento nei processi di innovazione a livello nazionale, capace di dialogare alla pari con uno degli ecosistemi accademici più selettivi al mondo e di attrarre attorno a sé soggetti pubblici e privati di primo piano. Il master Da quell'esperienza è nato il frutto più maturo e duraturo della collaborazione: il Meim, Master in Entrepreneurship and Innovation Management, promosso insieme alla Mit Sloan School of Management. Giunto quest'anno alla sesta edizione, il Meim ha già formato circa cento tra imprenditori, manager e professionisti dell'innovazione, costruendo negli anni una comunità di competenze che oggi opera in imprese, startup, pubbliche amministrazioni e organizzazioni internazionali. Il valore del percorso risiede soprattutto nella sua impostazione autenticamente internazionale: le attività si svolgono tra Villa Doria d'Angri e la sede della Sloan School of Management a Cambridge, permettendo ai partecipanti di misurarsi da vicino con uno degli ecosistemi dell'innovazione più avanzati al mondo e di maturare competenze immediatamente spendibili nei processi di crescita d'impresa. Mezzogiorno oltre il Pnrr: patto tra Bcc e istituzioni per la crescita del SudNon a caso, il rinnovo dell'accordo con il Mit coincide con l'apertura della nuova edizione del Master: dal 17 luglio sarà disponibile sui canali ufficiali dell'Università Parthenope il bando di ammissione, che offrirà a una nuova generazione di giovani imprenditori, manager e professionisti l'opportunità di acquisire strumenti avanzati in materia di innovazione, intelligenza artificiale, sostenibilità e imprenditorialità tecnologica, a contatto diretto con docenti, ricercatori e manager italiani e internazionali. Boost e Meim si configurano così come le due facce complementari di un'unica strategia: da un lato il sostegno concreto alla crescita delle imprese innovative, dall'altro la formazione delle competenze necessarie a guidarle. Una traiettoria che conferma quanto l'Università Parthenope sia ormai un punto di riferimento non solo per la Campania, ma per l'intero sistema universitario italiano nel campo del trasferimento tecnologico, in grado di trattenere talenti, attrarre investimenti e generare sviluppo reale per il Mezzogiorno.








