Mariacarmela Passarelli, delegata all’innovazione dell’Università della Calabria racconta in esclusiva la visione del nuovo progetto: un luogo dove ricerca, imprese, startup e spin-off potranno incontrarsi per trasformare competenze e idee in opportunità concrete.

Dalla ricerca alle imprese, passando per startup, spin-off e giovani talenti: il nuovo Palazzo dell’Innovazione dell’Università della Calabria nasce con l’ambizione di diventare il fulcro dell’ecosistema dell’innovazione calabrese. L’obiettivo è creare un luogo in cui università e mondo produttivo possano dialogare in modo stabile, valorizzando le competenze sviluppate all’interno dell’ateneo e trasformandole in opportunità concrete per il territorio. Per capire quale visione c’è dietro il progetto e quali prospettive si aprono per studenti, ricercatori e imprese, abbiamo intervistato Mariacarmela Passarelli, professoressa associata di Economia e Gestione delle Imprese e delegata all’innovazione dell’Università della Calabria.

Qual è il problema concreto che il Palazzo dell’Innovazione intende risolvere nel rapporto tra università e sistema produttivo locale?

«Il problema concreto che, come università, vogliamo risolvere è quello della parcellizzazione delle attività e della mancata sincronizzazione di tutti gli attori che operano nell’ecosistema dell’innovazione nel nostro territorio. Partendo da questa problematica, ci sono diversi attori che cercano di creare valore aggiunto sul territorio; spesso ognuno agisce in modo autonomo, magari perdendo di vista il valore comune. L’obiettivo è proprio quello di mettere a sistema questi attori e ricreare un ecosistema dell’innovazione che, creando massa critica, possa generare maggior valore per il territorio e un valore che possa essere percepito anche all’esterno, più di quanto avvenga ora».