«L'intelligenza artificiale verrà, è ovvio, e mi auguro che non entri nel soggetto, nelle sceneggiature perché allora si tradirebbe l’anima dell’autore e non ci sarebbe più l’autore ma un esecutore e dunque un’intelligenza artificiale che ti spiattella varie opportunità e tu ne scegli una. Ecco, quella non è più arte, è un gioco di prestigio e in qualche modo non sarebbe bello non sarebbe corretto». Lo ha detto Carlo Verdone, ad Acireale, in provincia di Catania, parlando con i giornalisti a margine della rassegna cinematografia a lui dedicata.

In merito allo stato di salute del cinema italiano, Verdone, che non «vede alcun» suo «erede», ma si augura che «nel tempo arriverà». Nel settore secondo l’attore e regista «c'è un problema di scrittura, non ci sono grandi scrittori, non siamo aiutati nemmeno dalla narrativa». «In questo periodo - ha aggiunto - non ci sono più i grandi degli anni '50, gli anni '60 ed anche i '70 che avevano degli scrittori che davano molto al cinema».

Il secondo appuntamento, venerdì 10 luglio, sarà dedicato a Io, loro e Lara (2009), preceduto dall'incontro con Fabio Ferzetti, Stefano Iachetti, Gian Luca Pisacane e Luca Verdone.

Sabato 11 luglio saliranno sul palco Claudia Gerini, Roberto Chiesi, Pasquale Plastino e Mario Sesti, prima della proiezione di Grande grosso... e Verdone (2008).