di
Massimo Franco
M5S, Avs, Lega e vannacciani contro gli aiuti del governo all’Ucraina. Un asse che lambisce gli interessi di Mosca
Sta diventando sempre più evidente che all’interno dei due schieramenti avanza un partito anti-Ue e anti-Nato che finisce per lambire gli interessi strategici della Federazione russa. L’uscita del leader del M5S , Giuseppe Conte, per il quale «stanno costruendo una minaccia russa per convincerci ad armarci fino ai denti», è un segnale chiaro. E il silenzio di Elly Schlein, segretaria del Pd, fa capire come l’esigenza di non spezzare l’alleanza elettorale con i post-grillini copra di ambiguità anche la politica estera delle opposizioni.
A reagire sono stati solo gli esponenti del Pd assenti dalla «foto di famiglia» scattata mercoledì a Napoli per l’inaugurazione della campagna elettorale. Lo stesso Avs di Fratojanni e Bonelli ha avallato le parole di Conte negando di essere scandalizzato e definendo «veramente incredibile che si sia sollevata una polemica, al di là di Putin che rappresenta un problema perché ha determinato un’invasione criminale». E’ la conferma che la metà delle forze che compongono il cosiddetto «Campo largo» segue una linea anti-europea, e tesa a definire «carta straccia» gli impegni presi con la Nato. E non teme di dirlo.











