La gip del Tribunale di Bari Gabriella Pede ha archiviato le indagini sull'omicidio di Benedetto Petrone, il 18enne operaio comunista ucciso il 28 novembre 1977, a Bari, durante un’azione di un gruppo di militanti fascisti. La gip ha rigettato la richiesta di opposizione all’archiviazione presentata dalla sorella della vittima, Porzia Petrone, ed ha disposto l’archiviazione dell’indagine nei confronti di cinque indagati per l’intervenuta prescrizione del reato e per un sesto indagato frattanto deceduto. La Procura, che aveva iscritto nel registro degli indagati sei persone, aveva chiesto nuovamente l’archiviazione dell’indagine. Pur rilevando «elementi quantomeno di fondato sospetto circa la partecipazione degli indagati al fatto», come scritto dal procuratore Roberto Rossi e dalla pm Grazia Errede nella richiesta di archiviazione, non appare possibile «formulare nei loro riguardi una fondata previsione di condanna" in quanto le indagini svolte non hanno «portato ad ulteriori elementi di prova a corredo e riscontro» di alcuni dialoghi intercettati. Alla richiesta si era opposta la sorella della vittima. Secondo il giudice, dalle intercettazioni «si apprende, unicamente, una preoccupazione, generalizzata e condivisibile, degli indagati, in ordine alla riapertura delle indagini», ma "la manifestazione di tali sentimenti, invero, non consente di delineare in capo agli indagati alcun ruolo nell’omicidio di Petrone».
Bari, archiviata l'indagine bis sull'omicidio Petrone: «Gli indagati non c'entrano, ipotesi prescritte»
Rigettata l'opposizione della sorella dell'operaio ucciso 48 anni fa. Nel 1982 fu condannato l'esecutore materiale









