Comune di Bari e Anpi sono stati esclusi dalla gip di Bari Gabriella Pede come parti offese nell'udienza di opposizione all'archiviazione dell'indagine sull'omicidio di Benedetto Petrone, il 18enne operaio comunista ucciso il 28 novembre 1977, a Bari, durante un'azione di un gruppo di militanti fascisti. La gip, dopo una breve camera di consiglio, ha accolto l'eccezione presentata dagli avvocati Angelo Loizzi e Roberto Eustachio Sisto (che assistono alcuni dei sei indagati) ed escluso il Comune e l'Anpi.

Rimane come parte offesa la sorella di Petrone, Porzia Petrone, assistita dall'avvocato Michele Laforgia. La Procura, che aveva iscritto nel registro degli indagati sei persone, ha chiesto nuovamente l'archiviazione dell'indagine. Pur rilevando "elementi quantomeno di fondato sospetto circa la partecipazione degli indagati al fatto", come scritto dal procuratore Roberto Rossi e dalla pm Grazia Errede nella richiesta di archiviazione, non appare possibile "formulare nei loro riguardi una fondata previsione di condanna" in quanto le indagini svolte non hanno "portato ad ulteriori elementi di prova a corredo e riscontro" di alcuni dialoghi intercettati.

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