La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Catania nei confronti di Alex Prestanicola, accogliendo le argomentazioni contenute nei ricorsi presentati dai suoi difensori, gli avvocati Dario Vannetiello e Diego Brancia. La decisione della Suprema Corte apre ora una nuova fase del procedimento, con il ritorno degli atti davanti ai giudici del Tribunale della libertà di Catania.

L’inchiesta della Dda di Catania sul presunto traffico di droga

L’indagine nasce da un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania relativa a una presunta organizzazione criminale operante prevalentemente in Sicilia, accusata di gestire un’attività di narcotraffico. Alex Prestanicola, originario del Vibonese e già coinvolto nel processo Rinascita Scott, nel quale è stato assolto, era stato indicato dagli investigatori come uno dei presunti componenti del gruppo.

Le accuse: cocaina, telefoni criptati e gestione della cassa comune

Secondo l’ipotesi accusatoria, Prestanicola avrebbe avuto un ruolo nell’approvvigionamento di cocaina per il gruppo criminale, oltre a fornire strumenti per comunicazioni riservate attraverso telefoni criptati. Gli investigatori contestavano inoltre una presunta attività di gestione della cassa comune dell’organizzazione.