Pubblicato il: 09/07/2026 – 19:12
CATANZARO «Il professore Avato, il primo a effettuare l’autopsia nel 1990, ha sempre detto che il cuore di Bergamini era vuoto e che Denis è morto per dissanguamento, non per soffocamento». È uno dei passaggi della lunga arringa di Angelo Pugliese, difensore di Isabella Internò, pronunciata oggi davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, dove si celebra il processo di secondo grado sulla morte di Denis Bergamini, l’ex calciatore del Cosenza deceduto il 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico.L’udienza è stata dedicata alle arringhe della difesa di Isabella Internò, condannata in primo grado a 16 anni di reclusione, chiamata a replicare alle conclusioni della Procura generale e della Procura di Castrovillari che, nel maggio scorso, ha chiesto di aumentare la pena dell’imputata a 23 anni di reclusione. Prima di Pugliese era intervenuto l’altro difensore, Cataldo Intrieri, sostenendo che «questo è un processo tossico» e che «la sentenza va rasa al suolo».Presenti in aula anche il marito di Isabella Internò Luciano Conte, Donata Bergamini, sorella di Denis, insieme agli ex compagni di squadra Gigi Simoni e Alberto Urban. Per la parte civile era presente Silvia Galeone, anche in rappresentanza di Fabio Anselmo e Alessandra Pisa.La sentenza, con eventuali repliche, è stata fissata per il 17 novembre prossimo.










