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«Scusi, non ho monete» è una frase che capita spesso di sentire rispondere alle proposte di un venditore ambulante che vende rose, accendini o ventagli, oppure alle richieste di una persona che chiede l’elemosina per strada. A volte è usata come scusa, ma negli ultimi anni è diventata anche una motivazione sempre più credibile. Soprattutto nelle grandi città, infatti, è ormai normale pagare con la carta anche importi molto piccoli, come un caffè. Di conseguenza molte persone hanno smesso di portare con sé denaro contante, e alcune escono di casa anche senza portafoglio, pagando tutto con il telefono o con l’orologio.
I pagamenti digitali sono considerati più pratici perché rendono le transazioni più veloci e facilmente tracciabili. Per questo da anni molti paesi europei cercano di incentivarne l’uso. La progressiva riduzione del contante, però, ha anche effetti meno evidenti, che riguardano categorie di persone la cui principale fonte di entrate continua a essere il denaro ricevuto in monete e più di rado in banconote: chi chiede l’elemosina, gli artisti di strada, alcuni venditori ambulanti e, in parte, anche chi riceve mance.
Non esistono dati che permettano di misurare il fenomeno, proprio perché si tratta di scambi che non vengono registrati. Il Post ha parlato con associazioni che lavorano con le persone senza dimora, artisti di strada e camerieri: alcuni di loro – anche se non tutti – hanno raccontato che negli ultimi anni il cambiamento nelle abitudini delle persone ha avuto conseguenze rilevanti sulle loro attività.








