Pd e M5s all'attacco: «Chi ha votato contro è un finto sovranista». Ora al via i negoziati con Commissione e Consiglio Ue
Via libera del Parlamento europeo al regolamento che consentirà l’introduzione dell’euro digitale. Con un voto a larga maggioranza (416 voti a favore, 169 contrari e 22 astenuti), l’assemblea Ue ha dato luce verde all’avvio dei negoziati interistituzionali sui tre dossier del pacchetto moneta unica: euro digitale, fornitura dei servizi di pagamento da parte di Stati non nell’eurozona e il tetto al contante. Il voto di oggi a Strasburgo rappresentava uno dei passaggi politici più attesi per lo sblocco dell’euro digitale, la nuova valuta elettronica a gestione pubblica che la Bce vorrebbe rendere operativa a partire dal 2028.
Cos’è l’euro digitale e a cosa serve
Il progetto dell’euro digitale risponde innanzitutto a un’esigenza: far sì che l’Europa raggiunga l’autonomia strategica nel settore dei pagamenti elettronici. Ad oggi, infatti, circa due terzi dei pagamenti con carta passa da operatori stranieri. Due su tutti: Visa e Mastercard, entrambi americani. L’iniziativa era stata presentata già nella scorsa legislatura europea, ma è solo dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca – e a tutto ciò che ne è conseguito, tra minacce di annessione, insulti e guerre commerciali – che le istituzioni europee hanno deciso di premere l’acceleratore sul progetto e superare l’impasse.










