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Le Forze di supporto rapido (RSF), la milizia che da circa tre anni combatte contro l’esercito regolare una sanguinosa guerra civile in Sudan, sta assediando Al Obeid, una città con oltre mezzo milione di abitanti. Al Obeid è la città più importante della regione del Kordofan settentrionale, nel centro-sud del Sudan. Da mesi le persone faticano a trovare cibo e acqua potabile, sono sempre più frequenti gli attacchi con droni anche sulle aree civili e sono aumentate le esecuzioni sommarie, i rapimenti e le torture, segno delle frequenti incursioni dei miliziani attorno alla città.

Qualcosa di simile era già accaduto ad Al Fashir, la più grande città del Darfur settentrionale, assediata per un anno e mezzo e poi conquistata dalle RSF nell’ottobre del 2025 tra gravissime violenze, molte delle quali filmate e pubblicate online dagli stessi paramilitari: almeno 6mila persone erano state massacrate in soli tre giorni, molte erano scomparse o erano state costrette a scappare. Si stima che decine di migliaia di persone siano state uccise nell’assedio e poi nella presa di Al Fashir.

Centinaia di migliaia di persone fuggite da Al Fashir e da altre aree di guerra avevano trovato rifugio proprio nei campi attorno ad Al Obeid, da cui ora potrebbero fuggire di nuovo. La presenza dei profughi contribuisce a rendere critica una situazione umanitaria già compromessa.