Il dramma del Sudan vive un nuovo capitolo con l’assedio di El Obeid, capitale del Kordofan settentrionale, che da alcune settimane è circondata dalle Forze di Supporto Rapido, i paramilitari che combattono contro l'esercito regolare in una sanguinosa guerra civile che ha devastato il paese. Dopo oltre tre anni di conflitto il Sudan ha già visto la morte di circa 200mila persone e 13-14 milioni di sfollati su una popolazione di 42 milioni. Lo scontro fra i due ex alleati, il generale Abdel-Fattah al Burhan ed il generale ribelle Mohamed Hamdam Dagalo detto Hemeti, ha distrutto la grande nazione africana e il suo popolo.

I miliziani guidati da Hemeti per mesi hanno bersagliato El Obeid con droni e mortai e adesso hanno deciso di prenderla per fame.

Le Nazioni Unite hanno lanciato un “allarme rosso” nel tentativo di “prevenire crimini atroci a El Obeid”, appellandosi ai governanti del mondo. L’Alto Commissario per i diritti umani Volker Türk ha detto che i segnali di una nuova catastrofe umanitaria sono inequivocabili e che potrebbe verificarsi una tragedia come quella di El Fasher, nel Darfur settentrionale, dove nell’ottobre 2025, dopo due anni e mezzo di assedio, le Forze di Supporto Rapido avevano massacrato circa settemila civili, rei di aver resistito.