ROMA, 09 LUG - Non solo gli stili di vita come l'alimentazione e il movimento fisico, il segreto della longevità potrebbe risiedere anche nella personalità: sono avvantaggiati coloro che tendono a mostrare apertura e curiosità verso il nuovo e un'indole positiva; mentre la negatività, la tendenza all'ansia e la depressione e un carattere un po' nevrotico sono nemici della longevità. È quanto suggerisce uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Cagliari e pubblicato sull'International Journal of Applied Positive Psychology. Il lavoro ha coinvolto un campione di sardi residenti nella cosiddetta Zona Blu (sono chiamati così alcuni luoghi in cui i residenti non solo vivono una vita lunga ma anche sana e con un'elevata qualità della vita), confrontandoli con abitanti delle aree rurali limitrofe (in tutto 125 adulti residenti di età compresa tra 71 e 101 anni) per capire cosa contribuisca all'invecchiamento di successo dei centenari. Lo studio prende le mosse dal rapporto tra longevità e qualità della vita correlata alla salute, che spesso diminuisce con l'età e che influenza l'invecchiamento e la longevità. Mentre studi precedenti si sono concentrati su fattori come l'alimentazione e l'esercizio fisico, i fattori psicologici che contribuiscono a un invecchiamento di successo rimangono ancora poco chiari. In particolare, i ricercatori hanno valutato se il profilo di personalità degli anziani della Zona Blu presentasse differenze rispetto alla personalità degli anziani meno longevi. È emerso che gli anziani della zona blu tendenziamente erano più curiosi, più propensi a cimentarsi in nuove attività e mostravano una maggiore competenza emotiva, ovvero la capacità di comprendere e condividere i propri sentimenti con gli altri. I residenti della Zona Blu affrontavano i problemi quotidiani con strategie più efficaci.