Su 294 lavoratori del Cnr di Lecce, circa 50 hanno contratti precari. Una quota significativa del personale che ogni giorno porta avanti attività di ricerca scientifica vive infatti con contratti a termine, una condizione che ieri mattina è stata al centro del flash mob organizzato al Cnr Nanotec di Ecotekne nell’ambito della mobilitazione nazionale dei precari uniti del Cnr.
Francesco Bisconti, 35 anni, ricercatore del Cnr Nanotec impegnato nello sviluppo di modelli in vitro innovativi in ambito biomedico, racconta una realtà condivisa da molti colleghi: «Sono precario da 5 anni e sono anche tra i più giovani, perché ci sono persone che vivono così anche da dieci anni. Molti di noi hanno laurea e due dottorati di ricerca e hanno lavorato sia in Italia che in diversi istituti all’estero, io anche in Finlandia. Anche chi ha esperienze internazionali vive di contratti annuali precari a causa dell’assenza di fondi strutturali e non si possono permettere nemmeno un’auto perché il rapporto di lavoro non dà garanzie».
Ieri, in contemporanea davanti alle sedi di Roma, Bologna, Modena, Pisa, Firenze, Rende, Catania, Palermo, Bari, Sassari e Lecce, il movimento ha promosso il flash mob dal titolo «La precarietà uccide la ricerca», con il sostegno delle organizzazioni sindacali attraverso le Rappresentanze sindacali unitarie.









