HomeFirenzeCronacaCnr, l’esercito dei dimenticati: "Il precariato uccide la ricerca"Flashmob al Polo scientifico nell’ambito di una manifestazione nazionale: "Così non abbiamo futuro"Il flashmob di ieri mattina al Polo scientifico di SestoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciRicercatori attorno ad alcuni tavoli, tutti con il camice e una maschera, e tutti intenti nel loro lavoro. Poi, uno alla volta, sono avvicinati da un indesiderato postino che consegna loro un cartello con la scritta “Contratto scaduto“. Doccia fredda che li costringe ad alzarsi, togliere la maschera e lasciare, alla fine, tutte le sedie vuote. Un flashmob decisamente evocativo, culminato nella lettura di un messaggio dei ricercatori, quello organizzato, ieri mattina, dal Movimento Precari Uniti Cnr davanti all’Area Ricerca Cnr di Sesto Fiorentino per richiamare l’attenzione sul precariato che, letteralmente, uccide la ricerca.

"Siamo arrivati – racconta infatti Francesco Cappelli fra i portavoce del Movimento – nel momento post Pnrr, in una situazione insostenibile in cui tra 3 mila e 4mila ricercatori sono ancora precari al Cnr. Circa 200 di questi sono qui alla sede di Sesto, tra i 300 e i 400 tra Firenze, Pisa e Sesto. Si tratta di lavoratori di tutti i profili, ricercatori, tecnologi, tecnici amministrativi che portano avanti la parte più pratica e sostanziale delle attività di ricerca. Ci sono diversi colleghi che hanno fatto anche 15 anni di precariato, non tutti riescono a resistere, c’è chi decide di andare all’estero e chi cambia lavoro. Stiamo chiedendo un segnale forte alla politica, di voler potenziare la ricerca per convertire i nostri contratti da tempo determinato a tempo indeterminato. Io sono fra i pochi fortunati, dopo undici anni di precariato sono stato stabilizzato ma siamo solo 185 a livello nazionale".