Secondo le dichiarazioni dei suoi fondatori WeRoad nel 2025 ha fatturato 130 milioni di euro. Nell’ultimo anno ha organizzato circa 10.000 viaggi. Questa cifra è stata raggiunta grazie ai coordinatori, persone esterne all’azienda che non pagano direttamente il viaggio ma lavorano alla sua organizzazione.
A spanne, ma molto a spanne, il 10% delle persone che partecipano a un viaggio di WeRoad torna con un partner. Il dato arriva da uno dei fondatori della società. Se prendete questo numero e lo misurate con il totale delle persone che hanno usato WeRoad dal 2017 vuol dire che circa 30.000 persone negli ultimi 9 anni sono tornate in coppia da un viaggio WeRoad. Non ci sono dati su quante di queste coppie abbiano resistito dopo essere uscite dall'aeroporto. Questo è solo il primo di una serie di dati che raccontano uno dei fenomeni più interessanti nel turismo in Italia. Non c’è solo WeRoad, il settore dei viaggi di gruppo sta vedendo anche nuove realtà come SiVola, lanciata nell’autunno del 2019. Le dinamiche sono le stesse: i clienti hanno tra i 25 e i 45 anni, vogliono viaggiare ma faticano a trovare compagni per farlo. Preferiscono viaggi on the road a blocchi di settimane nei resort. E certo: hanno un piccolo capitale da spendere. Perché tutto il servizio non è esattamente economico.







