di
Danilo di Diodoro
Il suo funzionamento è paragonabile a quello della struttura cerebrale che permette, per esempio, ai tennisti di rispondere automaticamente a servizi a 200 all’ora, che non possono essere «visti» consciamente
La coscienza è facile da definire per ciascuno di noi. È quel senso di esistenza soggettiva che abbiamo quando siamo svegli o sogniamo, ed è tutto ciò che perdiamo quando dormiamo profondamente o siamo in anestesia. Più difficile valutare la presenza di un’esperienza soggettiva fuori da noi, perché la coscienza degli altri è un fatto privato a cui non abbiamo accesso. Normalmente, ricorriamo a un’analisi superficiale, come l’osservazione del comportamento e della capacità di comunicare. Un metodo che però fallisce nei pazienti coscienti che hanno perso la capacità di interagire.
Cervelletto e corteccia cerebralePer comprendere l’emergere della coscienza a un livello più profondo è utile paragonare il cervello, e in particolare la corteccia cerebrale, con il cervelletto, due strutture situate all’interno del cranio, che hanno architetture neurali molto diverse. «La corteccia cerebrale è costituita da un numero relativamente basso di neuroni, circa 20 miliardi, fortemente interconnessi» spiega Marcello Massimini, ordinario di Fisiologia Umana all’Università di Milano, che si occupa da anni di questi temi. «È un sistema complesso da gestire ma la natura lo preferisce, perché consente di risparmiare energia e spazio. L’organizzazione integrata e ricorrente della corteccia cerebrale, ricorda quella di un’orchestra, con i musicisti che si ascoltano a vicenda. Questa complessità è ritenuta responsabile della generazione della ricchezza e dell’unità della nostra esperienza. Tuttavia, la corteccia cerebrale è relativamente lenta: può fare solo due o tre operazioni al secondo e muoversi da uno stato di coscienza all’altro solo ogni 200-300 millisecondi, dato che le informazioni non si limitano a entrare e uscire, ma riverberano all’interno di tutta la rete. Il cervelletto è un sistema completamente diverso, con circa 80 miliardi di neuroni, quattro volte quelli della corteccia cerebrale, che però sono organizzati in moduli ripetitivi e segregati, attraverso i quali l’informazione passa rapidamente dallo strato di entrata a quello di uscita, senza riverbero e interazioni reciproche tra gli elementi. Il cervelletto è rapidissimo, può fare 50 operazioni al secondo, e a suo modo intelligente: ci consente di sciare guardando il panorama, guidare la macchina, meglio di Google Car o Tesla, anche mentre parliamo con il passeggero, e molto altro. Tuttavia il cervelletto, a differenza della corteccia cerebrale, non genera coscienza. Può essere rimosso chirurgicamente del tutto, e la persona resta cosciente come prima».







