Che sia per ragioni economiche, ambientali o per riposarsi davvero, sempre più persone rinunciano ai grandi viaggi e riscoprono un rapporto più sereno con il tempo libero

Fino a poco tempo fa Sylvie, 36 anni (che come le altre persone citate in questo articolo preferisce non rivelare il suo cognome), era abituata a viaggiare ogni volta che poteva prendere le ferie.

Poi una sera, davanti al computer, mentre stava per prenotare i biglietti del treno e gli alberghi per un soggiorno in Spagna, ha avuto un’illuminazione: “Mi sono chiesta perché stavo organizzando una vacanza anche se, in quel momento, non avevo voglia di partire”, racconta.

Sylvie, che è responsabile della comunicazione in una grande azienda parigina, conosceva già la risposta a quella domanda. “Nel mio ambiente sociale, piuttosto privilegiato, è quasi un obbligo: le ferie sono associate ai viaggi lontani, come se fosse indispensabile fuggire dal proprio quotidiano appena si ha un po’ di tempo libero”.

Eppure, in Francia solo il 60 per cento delle persone parte per una vacanza almeno una volta all’anno, secondo uno studio dell’Osservatorio delle disuguaglianze pubblicato nel giugno 2025.