La zona meridionale della città conserva ancora le tracce dei cambiamenti avvenuti nei millenni. I primi resti risalgono a più di diecimila anni faLa zona meridionale della città conserva ancora le tracce dei cambiamenti avvenuti nei millenni. I primi resti risalgono a più di diecimila anni fa
Vicino alla stazione di Gotanda, un quartiere di Tokyo fatto soprattutto di uffici, che dopo il tramonto diventa un ritrovo per la vita notturna, ci sono le rovine di Ikedayama Kita, il più antico sito archeologico del distretto di Shinagawa. Sono state scoperte tracce di cucine in terra battuta del periodo Jōmon, un’epoca preistorica del Giappone, compresa tra il 10.000 e il 300 avanti Cristo. Quest’area urbana con tante stazioni ferroviarie, come quella di Hamamatsuchō collegata verso sud a quella di Ōimachi, un tempo era una zona di paludi o di mare aperto con insediamenti umani sulle alture che guardavano verso la costa.
Oggi ogni quartiere che si sviluppa intorno a una delle stazioni della “grande area di Shinagawa” (come la definisce la compagnia ferroviaria che serve la parte orientale del Giappone) ha un suo carattere particolare. Vicino alla stazione di Hamamatsuchō i grattacieli convivono con il Kyū Shiba Rikyū , un classico giardino giapponese, e con il tempio buddista Zōjōji, sotto l’ombra onnipresente della Tokyo tower. Nei dintorni della stazione di Tamachi i palazzi dall’aria elegante sono accanto a strade piene di studenti universitari, nel mezzo di canali e magazzini.







