O gni volta che pensiamo che l’idiozia abbia toccato il fondo, scopriamo che può andare ancora più in basso. A quanto pare si può andare perfino oltre il negazionismo climatico: oggi siamo al negazionismo dello stress termico. Sui mezzi d’informazione britannici di proprietà dei miliardari nei giorni scorsi gli editorialisti hanno minimizzato l’impatto sulla salute delle ondate di caldo, in particolare nelle scuole. C’è da aspettarsi un’altra dose di questi commenti a breve, quando si prevede che le temperature saliranno di nuovo.

Un editoriale uscito sul Telegraph, intitolato “L’allarmismo sul caldo tratta i cittadini come bambini”, sostiene che “a differenza degli anni settanta, quando si pensava che la gente fosse in grado di badare a se stessa, oggi le autorità sentono il bisogno di dare lezioni alle persone sui rischi delle alte temperature”. Che scandalo! Invece di diffondere avvertimenti, il governo dovrebbe semplicemente confidare nel fatto che le persone “prenderanno le dovute precauzioni”. Dobbiamo tutti “imparare a conviverci”, scrive il quotidiano.

La disparità di classe nel proteggersi dalle alte temperature è particolarmente acuta nel Regno Unito, dove le case e gli edifici pubblici sono inadeguati ad affrontare il caldo