Mussolini a Tbilisi
◆ Ci sono articoli che t’informano e altri che ti costringono a cambiare prospettiva, come fa questo (Internazionale 1671). In un paese dove molti giovani sognano l’Europa come un orizzonte di libertà e futuro, l’Europa è un’aspirazione viva, concreta. E noi, che l’Europa la viviamo ogni giorno, spesso la diamo per scontata. A volte la guardiamo con distacco, a volte con scetticismo. In questo contesto, anche un gesto apparentemente piccolo – come il contributo dell’ambasciata italiana al festival di Tbilisi – diventa qualcosa di più: un segno di vicinanza culturale e umana. Forse vale la pena ricordarsi che l’Europa non è solo un’istituzione. È anche un desiderio. E per alcuni, ancora oggi, un sogno da difendere.
Tiziana Alfonsi
Contro i più deboli
◆ Ho letto l’articolo sulla politica industriale di Pechino (Internazionale 1672). A mio giudizio gli autori non hanno considerato alcuni fattori importanti del dominio economico cinese. Si tratta dell’accesso all’istruzione per tutti, della mobilità sociale che ne consegue e dell’assenza di diritti per i lavoratori. La Cina potrà contare su questo dominio finché non si aprirà alle libertà democratiche e ai diritti civili. La sua logica è sfruttare i lavoratori dentro e fuori dai propri confini. Se si vuole ridurre la pressione della Cina, che non dà spazio di manovra ai paesi più poveri, bisogna fare pressione per una transizione democratica, per quanto possa sembrare impossibile.








