La sperimentazione TFX-CentMed ha permesso alla Nato di testare in Puglia una rete capace di raccogliere, integrare e condividere in tempo reale dati provenienti da sensori e piattaforme diverse. Il punto centrale non era la prestazione dei singoli mezzi, ma la loro interoperabilità dentro un quadro operativo comune, condizione sempre più decisiva per l’impiego coordinato di droni, radar, mezzi autonomi e centri di comando. Tra i sistemi provati c’era anche Cesare di Veco Robotics, esempio del ruolo crescente dell’integrazione tra piattaforme, software e reti operative

La Nato ha sperimentato in Puglia una rete militare pensata per raccogliere e condividere in tempo reale informazioni provenienti da sistemi diversi. L’obiettivo era verificare se tecnologie sviluppate da aziende e Paesi differenti potessero dialogare tra loro e con i centri di comando, fino a costruire un’unica rappresentazione dello scenario operativo.

La sperimentazione, denominata TFX-CentMed e guidata dall’Italia, ha coinvolto il poligono di Torre Veneri, la base navale di Brindisi e l’aeroporto militare di Gioia del Colle. Circa 160 sensori sono stati collegati per individuare e seguire possibili minacce, riunendo le informazioni in un quadro operativo comune. I risultati delle attività condotte in Puglia sono poi confluiti nella presentazione illustrata ai leader riuniti al vertice Nato di Ankara.