Durante la sperimentazione Nato Task Force X-Central Mediterranean, Elt Group ha collegato sensori navali, droni, sistemi terrestri e soluzioni anti-Uav in un’unica architettura di comando e controllo. Il test ha mostrato come dati elettromagnetici, immagini e informazioni operative possano essere fusi in tempo reale per costruire un quadro comune e coordinare la risposta alle minacce. La dimostrazione ha integrato capacità già mature, comprese quelle sviluppate per le Fremm Evo, in un modello distribuito e orientato ai dati
Sensori navali, droni, sistemi terrestri e soluzioni anti-Uav collegati in un’unica architettura di comando e controllo. È la configurazione presentata da Elt Group durante Task Force X-Central Mediterranean, iniziativa della Nato allied command transformation guidata dallo Stato maggiore della Difesa per sperimentare tecnologie emergenti nel Mediterraneo centrale.
La dimostrazione ha riguardato la gestione coordinata dello spettro elettromagnetico a supporto della difesa aeronavale e terrestre. Al centro del test, la possibilità di raccogliere e fondere dati provenienti da piattaforme differenti, restituendo agli operatori un quadro comune della situazione.
Dalla singola piattaforma alla rete
