<p>?????Niente Silicon Valley, per questa volta.

La Nato ha scelto la <strong>strada della sovranità tecnologica europea per le comunicazioni</strong> e la gestione dei dati sensibili dei suoi reparti d’élite.

L’Agenzia per la Comunicazione e l’Informazione dell’Alleanza (Ncia) ha assegnato al consorzio formato dalla <strong>francese Thales e dall’italiana Leonardo</strong> il contratto per la fornitura dei sistemi di comunicazione e informazione rischierabili di prossima generazione, destinati dall’Allied Special Operations Froces Command.

La notizia sta<strong> sostenendo i titoli in borsa</strong> con Leonardo che, alle 10:30, segnava un rialzo del 5,3% e Thales dell’1,8%. </p> <p> </p> <h2><strong>Fortezze digitali per le guerre moderne</strong></h2> <p>Il contratto con il Consorzio Thales-Leonardo prevede <strong>la fornitura e l’addestramento per sei Quartieri Generali rischierabili</strong>, tecnicamente denominati Dpop Socc (Deployable Points of Presence for Special Operations Component Commands).

Non si tratta di semplici parabole o router, ma di <strong>vere e proprie fortezze digitali mobili </strong>basate su strutture blindate ed espansibili: i cosiddetti shelter. </p> <p> </p> <p>I sistemi offriranno alle truppe<strong> infrastrutture It «zero-day»</strong>, ovvero centri di calcolo ad alte prestazioni capaci di attivarsi all’istante in mezzo al nulla, mantenendo una ridottissima impronta fisica ed elettromagnetica per <strong>non essere localizzati dal nemico</strong>.