L’intesa tra Lockheed Martin e Rheinmetall apre la strada alla produzione europea degli Atacms. Una scelta che risponde alla crescente domanda legata alla guerra in Ucraina e alla necessità di rafforzare la resilienza della base industriale della Nato

La produzione dei principali sistemi missilistici statunitensi potrebbe presto non essere più un’esclusiva degli stabilimenti americani. Oltre all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump ad Ankara sulla concessione a Kyiv della licenza per produrre i sistemi Patriot, c’è infatti un altro segnale relativo a questa tendenza. Lockheed Martin e Rheinmetall hanno infatti firmato un memorandum d’intesa per avviare la produzione del missile balistico tattico Army Tactical Missile System (Atacms) nello stabilimento di Unterlüß, in Germania.

L’accordo, a sua volta annunciato ad Ankara in occasione del Forum dell’industria della difesa a margine del vertice Nato, rappresenta un ulteriore tassello nella strategia occidentale volta ad aumentare la capacità produttiva dell’industria della difesa, distribuendo la manifattura di sistemi d’arma avanzati tra i Paesi alleati. L’intesa, sostenuta dai governi statunitense e tedesco, punta alla creazione di un centro europeo per la produzione, l’integrazione e la distribuzione degli Atacms destinati ai membri della Nato e ad altri partner.