“Sei ubriaco, Ugo?”. Questa volta ad intervistare è lui, Peppe Scopelliti. La domanda la pone, tra l’ironico e l’indignato, direttamente al cronista che aveva osato di primo mattino scaraventargli il “dato” di un suo imminente passaggio alle truppe di Roberto Vannacci con un grado tutto da stabilire, considerando che i seguaci del Generale celebreranno il loro congresso costituente in Calabria già a fine agosto, a Lamezia Terme.
La smentita
“Ma secondo te- continua con tono interrogativo da professore di storia, l’ex governatore calabrese- uno con il mio passato può essere matrimoniabile con Futuro Nazionale?”. Faccio sommessamente notare a Scopelliti che non ci sarebbe nulla di male, dato il suo radicamento nella destra e la sua vis attractiva. “Ma che dici?- controbatte piccatissimo- Il mio curriculum identitario parla chiaro e in favore di una destra moderna, europea e, soprattutto, di governo, una comunità politica che mi onoro di aver contribuito a fondare in tempi non sospetti”.
Il perimetro politico
Esclude recisamente, dunque, l’ex presidente di regione l’eventualità di un suo transito tra i ranghi capeggiati da Vannacci, e lo fa ribadendo la propria fedeltà ad un’area culturale dalla quale, nonostante le ben vicissitudini, non si è mai distaccato, arrivando a darle anche un generoso contributo di voti e di adesione in occasione delle ultime elezioni comunali reggine, nelle quali la sua creatura ha portato a Francesco Cannizzaro piu’ dell’8%, una percentuale sontuosa, considerando che Scopelliti non muove un briciolo di potere governativo.










