Ieri sera ho visto un pezzetto della performance televisiva del generale Vannacci, interrogato a In Onda, su La7, dai quattro (Sara Menafra, Antonio Polito, Marianna Aprile e Luca Telese ) che forse intendevano “metterlo alle strette”.

Quando il capo di Futuro Nazionale, a proposito degli immigrati schiavizzati nelle nostre campagne ha citato Marx e le sue analisi sull’”esercito industriale di riserva” senza ricevere una contestazione adeguata mi è venuta voglia di lasciar perdere. E l’ho fatto, aiutato dalla coincidenza che è anche arrivata la pizza ordinata (ho dato una mancia più alta del solito al ragazzo che me l’ha portata…).

Ho letto poi su Fb il commento del vecchio collega Michele Anselmi: ha ragione. Il format “tutti contro uno” favorisce il generale, che non si scompone e continua a dire le cose aberranti e razziste che sappiamo come se fossero ovvietà più che evidenti, mentre gli altri si accapigliano volendo affermare ognuno la sua e producendo confusione.

Preferisco non credere che dietro questa “strategia” dell’emittente televisiva del gruppo Cairo ci sia la pensata che pompare il Vannacci, già comparso in modalità simili nel programma di Lilli Gruber, sia un modo di mettere bastoni tra le ruote della maggioranza di destra.