Dopo i tagli di cavi alle stazioni di Cutro e Isola indagini su un sabotaggio sui binari, al lavoro le Questure di Catanzaro, Crotone e Cosenza
CUTRO – L’ombra del sabotaggio sui binari calabresi si allunga dopo l’ennesimo taglio netto, chirurgico, avvenuto stavolta nella notte nei pressi della stazione di Cutro. Un’altra manomissione è avvenuta a circa 500 metri dalla stazione di Isola Capo Rizzuto. In ciascun sito sono stati eseguiti quattro tagli che hanno tranciato sia le linee di fibra ottica che quelle di rame. Entrambe le zone sono sprovviste di impianti di videosorveglianza. Non è chiaro se si tratti di un blackout coordinato, ma tre Questure, quelle di Crotone, Catanzaro e Cosenza, indagano, senza escludere la pista di un attacco concentrico. La banda entrata in azione a Cutro, in particolare, non è neanche riuscita a prelevare l’oro rosso. Ma quei pochi metri di cavi tranciati sono stati sufficienti a mandare in tilt la linea jonica tra Catanzaro e Crotone nelle prime ore del mattino.
L’allarme (rientrato) sulla linea jonica
L’allarme è scattato all’alba, quando i sistemi di sicurezza hanno segnalato l’interruzione della tratta. Il lavoro dei tecnici di Rfi ha permesso il ripristino della circolazione già in mattinata, ma l’episodio ha immediatamente superato i confini della normale cronaca di un furto di materiale ferroviario. Ad alzare il livello di attenzione è stata la Questura di Crotone, che coordina i primi accertamenti sul posto con gli agenti della Polfer e gli specialisti della Digos.










