Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiMa voi che aeroporto di Orio al Serio, e cioè di Bergamo, sognate al 2040? La Sacbo, la società che gestisce lo scalo bergamasco, ha già le idee chiare, ma ha annunciato in questi giorni l’avvio del dibattito pubblico sul Piano di sviluppo aeroportuale 2029-2043 che prevede la convocazione di un incontro aperto agli stakeholders del territorio. Il tutto per un piano ambizioso: 23 milioni di passeggeri nel 2040 e almeno 100mila nuovi posti di lavoro con un valore aggiunto pari a 5 miliardi di euro.
Cos'è il Piano di sviluppo aeroportuale 2029-2043
Il piano di sviluppo non è un libro dei sogni. È un documento che le società di gestione devono redigere partendo dallo stato di fatto dell’infrastruttura, dal traffico registrato e dal contesto territoriale e ambientale circostante per poi definire sostanzialmente i futuri scenari di sviluppo del traffico e i fabbisogni necessari a sostenerlo, ragionando su cronoprogrammi e risorse economiche.
Investimenti e infrastrutture: il futuro dello scalo di Bergamo
Detto, fatto: la Sacbo pensa investimenti per mezzo miliardo di euro, 320 ereditati dal precedente Piano e in parte già utilizzati, spiega Bergamonews.it, e altri 180 da spalmare da qui al 2043. Parliamo di interventi di compensazione e mitigazione per 34 milioni (già realizzati negli ultimi anni per 15 milioni circa, unico aeroporto italiano a farlo e tutto a carico di Sacbo), 160 per ammodernare le infrastrutture di volo (toccherà alla pista, rifatta nel ‘14), altri 90 per migliorare ancora il terminal. Opere anche sui parcheggi, 140 milioni di pacchetto che la Sacbo ha iniziato già a usare, prima di dover rallentare per i ritardi del cantiere per il collegamento ferroviario aeroportuale. Previsti altri 53 milioni per interventi sugli edifici e una ventina per reti e impianti.







