Pubblichiamo l’intervento di Giovanni Dosi, uno dei più eminenti economisti ed esperti di economia dell’innovazione italiani. È Professore Emerito di Politica Economica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove ha a lungo coordinato l’Istituto di Economia.

Questo intervento è motivato, prima ancora delle competenze professionali, da un profondo disagio come cittadino progressista di fronte allo scenario quotidiano della discussione politica. Mentre la gente non arriva alla fine del mese, i prezzi aumentano, e nel mondo vicino a noi i massacri continuano impuniti, i nostri politici, nella loro bolla onirica, discutono di leggi elettorali, ampiezza dell’angolo di prostrazione a Trump, primarie sì o no e “papesse straniere”, ed alcuni addirittura farneticano su organigrammi di un governo che non faranno mai.

Di fronte a questo patetico scenario, queste note sono per suggerire alcune modeste proposte per un programma progressista. Ci sono alcuni punti, che ricorderò alla fine, sui quali non si è e plausibilmente non ci si potrà mettere d’accordo. Alcuni altri però sono o dovrebbero essere qualificanti di un programma progressista e appunto definire i confini tra chi ci sta e chi no. E non possono essere tanti: un programma di 150 pagine può servire al posto delle pillole per addormentarsi, ma non per vincere le elezioni…