Cominciamo dalle cose più piccole. Al di là del merito, fa un po’ sorridere chi si straccia le vesti per le acque increspate sulla legge di bilancio. Qualcuno è forse vissuto all’estero negli ultimi trent’anni, tra nottate pre natalizie, riunioni convulse, maxi emendamenti e fiducia finale?
«Francamente non riesco a stupirmi. Non ricordo molti casi in cui le cose siano andate molto diversamente. Mi sorprende, piuttosto, il fatto che non ci si renda conto che tutte queste alzate di scudi, oggi come ieri, riguardano manovre di bilancio la cui portata è assolutamente marginale rispetto alla dimensione della nostra spesa pubblica. Parliamo, nel 2026, di un 2 per cento circa. Il che segnala come non siano in campo questioni veramente rilevanti per il futuro del Paese ma, molto più spesso, interessi legittimi ma molto limitati se non proprio particolari. O questioni inutilmente simboliche. Continuo a pensare che, come accade altrove nel mondo, la legge di bilancio non dovrebbe essere emendabile o quasi. E continuo a pensare che il Parlamento non ne sarebbe sminuito: al contrario».
Ciò detto, cosa la convince della legge di bilancio in via di approvazione?
«Innanzitutto, la direzione di marcia. Si conferma la scelta dell’esecutivo di una politica di bilancio prudente e responsabile. Una scelta di cui cominciamo già ad incassare il dividendo in termini di minori oneri per il servizio del debito e affidabilità del nostro debito sovrano. Non era scontato che l’attuale esecutivo adottasse questa direzione di marcia ed era ancor meno scontato che la tenesse ferma nel corso della legislatura. È un merito che gli va riconosciuto. Più specificamente, ho molto apprezzato la riduzione della aliquota Irpef per il secondo scaglione. È un importante passo in avanti nella direzione della attuazione della delega fiscale in essere. Ma soprattutto è molto positivo che si sia scelta la strada della riduzione dell’aliquota e quindi la strada di una riduzione generalizzata dell’onere fiscale. Stiamo cominciando a restituire ai contribuenti leali- a tutti i contribuenti leali - il maggior gettito affluito nelle casse dello Stato nell’ultimo quindicennio in virtù della attività di contrasto all’evasione».







