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Il feuilleton è di quelli esilaranti: da "Una donna per amico" a una bomba per amico, «Può darsi che io non sappia cosa dico». Succede alla strana coppia formata da Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, protagonisti di una sorta di "Attenti a quei due" in versione dark, dove al posto delle Aston Martin e di intriganti nobildonne, ci sono inchieste, esplosivi e qualche dubbio di troppo.
La vicenda resta ancora sufficientemente fumosa da rendere complicato distinguere con nettezza tra vittima e mandante. Come in certi noir in cui fino all’ultima scena, il colpevole resta avvolto in un alone di mistero. C’è qualcosa di farlocco: il dettaglio che manda all’aria il colpo di scena. La prima, almeno sulla carta, sembrerebbe essere l’immaginifico autore di Report, che nell’ottobre dello scorso anno subì un pesante attentato dinamitardo davanti alla propria abitazione. «È emergenza democratica, ne risponderà il centrodestra», rilanciarono subito dal Nazareno, santificando il tribuno.
Lavitola indagato, i pm contestano la strage. Ranucci: è un amico, giorni pesanti
Il presunto responsabile sarebbe invece l’ex editore de "L’Avanti!", indagato dalla Direzione distrettuale antimafia e accusato di strage aggravata dal metodo mafioso.











