In un Paese in cui nulla sembra serio, si riesuma un vecchio maneggione delle cronache berlusconiane. Ranucci il più incredulo: “È un amico”. Dettagli su un’inchiesta pirotecnica e su un uomo da romanzo
Un colpo di scena da manuale. Di quelli che, fuor di retorica, meritano pienamente questa definizione. A prescindere da come andranno a finire. Nove mesi dopo l'attentato davanti alla casa del giornalista di Report Sigfrido Ranucci l'inchiesta fa un balzo. E che balzo. A essere indagato come mandante non è un nome più o meno noto della criminalità organizzata, ma un nome altrettanto noto in tutt'altro ambito, anche se un po' dimenticato negli ultimi anni.











