Marcello Lippi, il ct di quella Nazionale così poco credibile alla vigilia, mise insieme un capolavoro non tanto tattico o strategico, ma psicologico. Riuscì a cementare un gruppo che non aveva un leader assoluto, ma che non aveva punti deboli evidenti. Andando a rileggere i commenti premondiali dell’epoca, si parlava di una Nazionale italiana operaia, con qualche picco di talento posseduto però da giocatori non in perfette condizioni fisiche. Però, proviamo a leggere la lista dei convocati partendo dal basso, dagli attaccanti: Luca Toni, Francesco Totti, Alberto Gilardino, Alessandro Del Piero, Filippo Inzaghi, Vincenzo Iaquinta. Nomi che adesso non compaiono nemmeno nei nostri sogni più ottimistici. C’erano quattro giocatori del miglior Palermo che si sia visto nella storia: Fabio Grosso, Cristian Zaccardo, Andrea Barzagli e Simone Barone. E poi la difesa: Fabio Cannavaro, Alessandro Nesta, Marco Materazzi tanto per dire. Andrea Pirlo in regia, Rino Gattuso a raccogliere palloni utili, Mauro German Camoranesi che volava sulla destra. Ah, Gigi Buffon in porta. Ma quali operai? Il guaio è che eravamo abituati troppo bene e non potevamo sapere quello che sarebbe successo nei vent’anni successivi.Mancava solo la finale, contro una Francia fortissima guidata da Zinedine Zidane alla sua ultima recita in assoluto. Aveva già annunciato che avrebbe lasciato il calcio giocato dopo quella partita. Una notte, quella di Berlino, che senza scendere troppo in particolari può essere riassunta in alcuni momenti salienti. Istantanea 1: Malouda al 7’ si fece atterrare – con una certa destrezza – da Materazzi in area. Rigore per la Francia, segnato da Zidane non senza rischio, traversa e palla dentro poco dopo la riga. Istantanea 2: al 19’ Pirlo andò a battere un calcio d’angolo. Traiettoria perfetta su cui Materazzi andò a saltare a un’altezza vertiginosa, molto sopra Vieira che lo contrastava. Palla in rete e 1-1, risultato rimasto fino al 90’ e poi nei supplementari. Istantanea 3: nel secondo tempo supplementare, a un certo punto, da uno scambio di battute (adesso non stiamo a ricordare quali battute) tra Zidane e Materazzi scaturì una reazione furiosa, con la testata del capitano francese all’azzurro, ribaltato a terra. Il fallo, segnalato all'arbitro Elizondo dal quarto uomo Cantalejo, l'espulsione diretta del capitano francese. Istantanea 4: Fabio Grosso andò sul dischetto per il quinto rigore azzurro, Italia in vantaggio 4-3 grazie all’errore di Trezeguet. Gol di Grosso e Italia campione del mondo per la quarta volta, contro ogni pronostico e in un certo senso anche contro ogni logica.
Italia Campione del Mondo 2006: storia e segreti del capolavoro di Lippi vent'anni dopo
Il 9 luglio 2006 l'Italia vinceva il suo quarto Mondiale. A vent'anni dal trionfo di Berlino, riviviamo il capolavoro azzurro tra aneddoti e retroscena.











