Prende il via la campagna “Non è mica un segreto, è vulvodinia”, promossa dall’Associazione Italiana Vulvodinia. Un’occasione per sensibilizzare e far conoscere questa patologia
La vulvodinia in Italia riguarda 5 milioni di donne. Si manifesta con bruciore, prurito e dolore persistente nella zona della vulva. Si tratta quindi di una sindrome dolorosa, persistente, altamente impattante, ma allo stesso tempo poco conosciuta e sottovalutata. In 8 casi su 10 la risposta che la donna riceve è “Non è nulla di che”, “È solo stress”, “Smetti di lamentarti”. Per far luce sulla vulvodinia prende il via una campagna ad hoc multicanale. Lo spiega l’esperto.
Vulvodinia: perché è ancora ignorata
Secondo un’elaborazione AstraRicerche su dati Istat, la vulvodinia è una verità scomoda, sepolta da anni di minimizzazione da parte di partner (21%), medici (16%), colleghi (13%), parenti (9%) e amici (8%). «Il riconoscimento della vulvodinia è ancora oggi un percorso ad ostacoli: in quasi 1 caso su 2 è spesso confusa con un’infezione vaginale o con una cistite, mentre in 1 su 4 è addirittura ridotta a un disturbo psicosomatico. Eppure le ripercussioni della vulvodinia investono diversi ambiti della vita e non possono essere ignorate», spiega il Dottor Filippo Murina, ginecologo Responsabile del Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore – Ospedale V. Buzzi-Università degli Studi di Milano e Presidente dell’Associazione Italiana Vulvodinia.







