In Italia la vulvodinia riguarda circa 5 milioni di donne, ma nella maggior parte dei casi resta ancora poco riconosciuta e spesso sottovalutata. In 8 casi su 10, chi ne soffre riferisce di aver ricevuto risposte riduttive come "è solo stress" o "non è nulla di che", secondo un'indagine condotta da AstraRicerche. Per sensibilizzare sull'impatto della patologia e favorirne il riconoscimento sociale, prende il via la campagna "Non è mica un segreto", promossa dall'Associazione Italiana Vulvodinia.
L'iniziativa include anche una serie social in cinque episodi pensata per raccontare, con un taglio ironico, le difficoltà quotidiane e le frequenti minimizzazioni subite dalle pazienti. La serie, interpretata dall'attrice Carolina de' Castiglioni, mette in scena situazioni ricorrenti: dal partner che invita a "non pensarci" alle amiche che suggeriscono rimedi banali, fino ai fraintendimenti familiari.
Secondo i dati dell'indagine, la vulvodinia si manifesta con dolore e bruciore persistente (41%), prurito continuo (49%) e fastidio nei rapporti sessuali (46%). Ha un forte impatto sulla qualità della vita: incide sulla sessualità (63%), sulle relazioni affettive (55%), sul benessere psicologico (43%) e sulla vita lavorativa (33%). "Il riconoscimento della vulvodinia è ancora oggi un percorso ad ostacoli: in quasi 1 caso su 2 è spesso confusa con un'infezione vaginale o con una cistite, mentre in 1 su 4 è addirittura ridotta a un disturbo psicosomatico", sottolinea Filippo Murina, responsabile del Servizio di patologia del Tratto genitale inferiore Ospedale V. Buzzi-Università degli Studi di Milano e presidente di Aiv.










