Roma, 2 lug. (Adnkronos Salute) - Bruciore, prurito, dolore persistente nella zona della vulva: succede a 5 milioni di donne in Italia, ma in 8 casi su 10 la risposta che ricevono è ‘Non è nulla di che’, ‘È solo stress’, ‘Smetti di lamentarti’. Si tratta di una verità scomoda, sepolta da anni di minimizzazione da parte di partner (21%), medici (16%), colleghi (13%), parenti (9%) e amici (8%), come rivela un’ indagine quantitativa condotta da AstraRicerche per l’Associazione italiana vulvodinia. Proprio per raccontare questa realtà e favorire il riconoscimento sociale della patologia, nasce la campagna ‘Non è mica un segreto, è vulvodinia’. Promossa dall’Associazione italiana vulvodinia con il supporto non condizionante di Zambon - riporta una nota - la campagna dà vita anche alla prima serie social per smontare gli alibi di chi non vuole credere, capire o addirittura riduce il dolore a un disturbo psicosomatico (25%).

Dall’irriverenza dell’attrice Carolina de’ Castiglioni – nota sui social per le parodie della 'società bene' – prende vita la serie social in 5 episodi che, “per la prima volta mette in scena la vulvodinia tra imbarazzo, minimizzazione e impatto quotidiano”. La protagonista sperimenta il non essere creduta dalle amiche, che le consigliano una camomilla, dal partner che la invita a non pensarci, dalla mamma che le suggerisce come soluzione un nipotino. Episodio dopo episodio, la protagonista accumula incomprensioni e frustrazioni, ma trova anche la forza di reagire e capisce che a esagerare non è lei, ma tutti coloro che minimizzano e non capiscono l’impatto reale della Patologia. La serie è disponibile sul sito di Aiv, sui canali social dell’associazione e di Carolina de’ Castiglioni.