Proposta di legge regionale istituisce un organismo per monitorare l’IA. Niente poteri sanzionatori, cariche gratuite, un fondo da 200mila euro l’anno.
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Dopo la Toscana e la Puglia, anche la Campania si muove. In Consiglio regionale è arrivata la bozza di una proposta di legge che detta principi sull'uso dell'intelligenza artificiale nel territorio e istituisce un nuovo organismo: l'Osservatorio Regionale per l'Intelligenza Artificiale della Campania, in sigla ORIAC. La proposta nasce per riempire lo spazio che il quadro normativo superiore lascia alle Regioni. La Campania si inserisce in questo solco rivendicando, come già fatto da Toscana e Puglia, un proprio spazio d'azione su ricerca, formazione, pubblica amministrazione e sostegno alle imprese. La proposta è firmata dall'intero gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale: Franco Picarone, Francesca Amirante, Bruna Fiola, Salvatore Madonna, Massimiliano Manfredi, Corrado Matera, Maurizio Petracca, Loredana Raia, Giorgio Zinno e Marco Villano. Un osservatorio ma senza poteri di vigilanza Il cuore della proposta è l'ORIAC, che l'articolo 4 colloca presso il Consiglio regionale e non presso la giunta, una scelta che la relazione illustrativa rivendica come «valorizzazione del ruolo dell'Assemblea legislativa nella governance tecnologica». È un organismo tecnico-scientifico permanente, dotato di autonomia funzionale ma privo di personalità giuridica autonoma.






