HomeAnconaCronacaIl bengalese interrogato racconta la sua versione: nessuna disciplina ferreaIl legale del 47enne: il tema è delicato, coinvolge anche dei minori". La difesa tende a sminuire i fatti .Il centro islamico di Jesi dove sarebbero avvenute le violenzeRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNon si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha scelto, invece, di parlare e di fornire la propria versione dei fatti davanti al giudice nell’interrogatorio di garanzia. È questa l’ultima importante novità sul caso del 47enne bengalese, per anni guida religiosa e morale nella moschea jesina di via Erbarelle e del viale della Vittoria, finito ai domiciliari con la pesante accusa di maltrattamenti aggravati su minori. Il suo legale, Jacopo Casini Ropa, spiega la linea della difesa: "All’interrogatorio di garanzia il mio assistito non si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha fornito la propria descrizione dei fatti. A oggi però, a causa di preminenti esigenze difensive, connesse sia all’acquisizione del materiale probatorio a carico, sia allo svolgimento di indagini difensive volte a verificarne i fatti contestati, non mi è possibile rilasciare ulteriori dichiarazioni. Il tema è particolarmente delicato, visto che concerne non solo la tutela della difesa dell’indagato ma anche la tutela dei minori".