Un papà che aggredisce un altro papà, ricoprendolo di calci e pugni e, infine, colpendolo anche con un coltello. Non solo, ha anche scaraventato per terra la figlia della vittima, una bimba di undici anni. Il tutto a causa di una lite nata per una giostrina per bambini. Paura (e follia) al giardino Giancarlo Susini, un’area verde di via Zaccherini Alvisi. Proprio al parco, che dovrebbe tendenzialmente essere il luogo in cui bambini e famiglie si rilassano all’aria aperta, si è consumata una brutale aggressione, che è terminata con l’intervento della polizia. La quale, in pochissime ore, è riuscita a identificare il genitore violento e a denunciarlo: si tratta di un trentunenne cittadino tunisino, evaso, tra l’altro, dagli arresti domiciliari ai quali era costretto.
Gli operatori delle Volanti si sono precipitati l’altro giorno al giardino, prestando soccorso alle persone coinvolte nel ferimento, avviando al tempo stesso le attività investigative del caso, ascoltando le prime testimonianze dei presenti. Da quelle parole, i poliziotti sono riusciti a ricostruire la vicenda: la discussione verbale, poi sfociata in estrema violenza, sarebbe nata tra due famiglie per l’utilizzo di una giostrina di cui il parco è dotato: una donna ha attaccato la vittima, un cittadino pakistano di 49 anni, ricoprendola di insulti razziali ed epiteti razzisti. Non contenta, ha poco dopo chiamato il marito, appunto il tunisino di 31 anni, che si è precipitato nell’area verde stringendo tra le mani un coltello. Una volta arrivato di fronte al suo ’avversario’, cioè l’altro padre, il tunisino lo ha aggredito, prima rivolgendoli delle minacce di morte e poi picchiandolo con calci e pugni, utilizzando anche il coltello e colpendolo con un fendente.







