L’amore si è trasformato in una crisi e poi in atteggiamenti sempre più aggressivi e violenti rendendo di fatto insopportabile la convivenza tra le mura domestiche. Dopo aver sopportato i presunti maltrattamenti fisici e psicologici la donna di 39 anni aveva deciso di farsi coraggio presentando la denuncia alle forze dell’ordine nei confronti del compagno più giovane di qualche anno entrambi residenti in città.

La delicata vicenda è stata ripercorsa e raccontata nei dettagli ieri mattina nell’aula protetta del Tribunale spezzino al giudice per le indagini preliminari Marinella Acerbi e al sostituto procuratore Alessandra Conforti. Tra le lacrime la donna, di origine marocchina, assistita dall’avvocato del foro spezzino Stella Pollina ha riavvolto il nastro delle vicissitudini trascorse con il compagno che l’hanno poi spinta a presentare denuncia alle forze dell’ordine.

E’ stato così fissato l’incidente probatorio e ieri mattina in aula era presente anche l’uomo, un connazionale di 35 anni che si è affidato alla difesa del legale Davide Garbini del foro della Spezia. E’ stato attentamente preso in esame il rapporto e il tenore della violenza alla quale la donna ha dichiarato di essere stata vittima. Al termine del racconto il legale dell’indagato Davide Garbini ha depositato una copia del lungo scambio di messaggi telefonici intercorso tra la coppia proprio durante il periodo drammatico e di violenze che la donna ha indicato. Ma oltre ai messaggi che si sono scambiati i protagonisti della vicenda sono stati aggiunti anche quelli tra l’uomo accusato di violenze e il cognato, fratello della presunta vittima. Se gli elementi raccolti, compresa la documentazione, non saranno sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio il sostituto procuratore chiederà l’archiviazione al gip altrimenti formulerà la richiesta di rinvio a giudizio. La decisione è attesa per il prossimo 18 settembre.