Sulla base di presupposti inquadrati dalla procura come falsi e comunicati al giudice tutelare, erano accusati di essere riusciti a fare trasferire due coniugi ultranovantenni dalla loro abitazione fino a una casa protetta. Un quadro, quello del pm, che il 6 marzo 2023 al termine del rito abbreviato era costato davanti all’allora gup Sabrina Bosi la condanna per due avvocati del Foro di Ravenna nella loro veste di amministratori di sostegno: una 58enne e un 43enne difesi dai colleghi Massimo Ricci Bitti e Marco Bertozzi. Per i due, rispettivamente dieci mesi e sei mesi e 20 giorni per violenza privata aggravata e falso in concorso (la procura aveva per entrambi chiesto un anno). La corte d’appello di Bologna giovedì scorso, come peraltro chiesto dalla procura generale, ha riformato il verdetto di primo grado assolvendo entrambi gli imputati "perché il fatto non sussiste". Le motivazioni verranno depositate entro 90 giorni ma a questo punto la vicenda giudiziaria per i due può ritenersi chiusa.

Secondo quanto a suo tempo ricostruito, i due anziani al centro del caso erano aiutati da una badante la quale però aveva lasciato l’incarico. Si era fatta avanti una seconda badante: ma la richiesta economica fatta era stata ritenuta incongrua. Così si era aperto lo scenario del ricovero. Il 6 luglio 2020, secondo la procura ravennate, i due amministratori per ottenere l’autorizzazione dal giudice tutelare al trasferimento a Santa Teresa, avrebbero attestato di avere cercato in tutti i modi di permettere ai due anziani di rimanere in casa: ma senza badanti, non ve ne era possibilità. Un primo tentativo di spostarli da casa era però naufragato perché i due anziani si erano opposti con veemenza. Il giorno dopo i due avvocati avevano richiesto l’intervento della forza pubblica e dei servizi sociali. Per la procura generale invece nell’operato dei due legali non c’era stato niente di penalmente rilevante.