Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi interviene sulla frana sulla Statale 66: "La Regione ci ha risposto che il dissesto è dovuto anche alla mancanza di una corretta gestione delle acque pluviali derivanti dalla SS 66 Modenese. L’Anas deve intervenire". Dopo settimane di attesa, è arrivata la risposta all’interrogazione di Capecchi sul dissesto al Fosso delle Pietre: "La frana è stata inserita nel censimento regionale: sono emersi evidenti rischi per la pubblica incolumità". "Anche l’Anas, quindi – scrive Capecchi –, deve essere coinvolta nella messa in sicurezza della frana, che sta progressivamente avanzando. Il crollo è di circa 4,5 metri con un fronte di oltre 90 metri, a partire dal 2024. Il Comune per 16 mesi ha negato il carattere naturale e calamitoso del dissesto e qualsiasi tipo di rilevanza pubblica, salvo poi vietare l’utilizzo della strada di via Pietro Leopoldo, e ha interdetto l’uso di alcune case. Una geologa regionale, nel maggio 2025, ha spiegato come sia essenziale la messa in sicurezza dell’area. Con un’interrogazione abbiamo chiesto alla Regione di farsi carico di questa complicata situazione, nella risposta il Governatore Eugenio Giani e l’assessore Filippo Boni hanno annunciato un nuovo sopralluogo. Ma spiegano anche di aver chiesto il coinvolgimento di Anas, che, però, ha affermato che la frana non interessa la Statale 66 Modenese. In realtà, nella risposta che arriva dagli uffici regionali del Genio civile, è stato messo nero su bianco che parte del dissesto è ascrivibile anche alla mancanza di una corretta gestione delle acque pluviali derivanti dalla stessa Statale 66. Anche l’Anas deve essere coinvolta. La Regione ha collocato strumenti che monitorano h24 il movimento franoso. Chiaramente non molleremo".
Capecchi, FdI: "L’Anas deve intervenire"
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi interviene sulla frana sulla Statale 66: "La Regione ci ha risposto che...







