Altoparlanti direzionali che trasformano panchine poco usate nei parchi milanesi in punti di ascolto condiviso, una banca del tempo nell’ex Cinema Orchidea - tra Magenta e Sant’Ambrogio a Milano - per scambiare aiuto e conoscenze tra vicini, un sistema di prevenzione degli scontri tra uccelli e aerei basato sui dati comportamentali della fauna in Lombardia. E, ancora, uno studio sui negozi di vicinato di Corso Buenos Aires, a Porta Venezia, minacciati da affitti alti e turismo e pure un sistema che rende accessibile la moto a chi ha disabilità agli arti inferiori, con trasferimento autonomo dalla carrozzina. Sono solo alcuni dei progetti di tesi dei bienni specialistici in Interior Design, Product Design e Visual Communication in mostra negli spazi Ied di via Piranesi, fino a domani, dalle 9 alle 18. Oggi alle 17 ci sarà pure un tour guidato nell’esposizione curata da Angela Rui, ricercatrice di design con base a Milano e giornalista, con alle spalle un dottorato in Exhibition Design al Politecnico di Milano. Come può il design rispondere alle crisi sistemiche del nostro tempo prima ancora di produrre nuovi oggetti? La domanda alla quale hanno risposto 31 studenti di Ied Milano e il filo conduttore della mostra che mette al centro “beni comuni, non oggetti“, ovvero progetti che ridisegnano i confini del design civico, ecologico e relazionale. “DesignXCommons. Master of Arts Atlas“ il titolo. Ad essere riletti sono lo spazio pubblico, il corpo, la mente e la memoria. Sotto la lente anche pratiche urbane: con “Where Did the Water Go?” Olga Matsiuk studia un festival per riattivare una fontana e sostenere la riapertura della piscina pubblica Scarioni in piena emergenza afa. Si.Ba.
Quando il design risponde alle crisi di oggi
Altoparlanti direzionali che trasformano panchine poco usate nei parchi milanesi in punti di ascolto condiviso, una banca del tempo nell’ex...








