HomeFirenzeCronacaBotticelli fa la spesa a Ballarò. Il Rinascimento finisce al mercatoAlla libreria Libraccio di via Panzani un singolare percorso fotografico curato da Daniele Città’Mercati neoplatonici. Botticelli a Palermo e Ballarò agli Uffizi’ è la mostra fotografica di Daniele CittàRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa Venere ha perso la sua conchiglia e poggia i piedi su una catasta di cozze; il Bambino della Melagrana sta per cadere dalle braccia in piumino di una Madonna nera, chissà da quale barcone arrivata. Sono solo due delle foto della mostra ’Mercati neoplatonici. Botticelli a Palermo e Ballarò agli Uffizi’, allestita alla Libreria Libraccio di via Panzani, realizzata e curata da Daniele Città. L’esposizione (fino alla fine di luglio) è un progetto critico e ironico tra fotografica e video performativo, in cui i mercati storici di Palermo incontrano il Rinascimento fiorentino, o quello che ne rimane in forma musealizzata. L’artista fa i conti con "la negazione della contemplazione", così come veniva concepita dal Neoplatonismo, e la restituisce in una specie di cortocircuito visivo. Negli scatti di Ballarò, Capo, Vucciria e Piazza Marina, si innestano – a colpi di Photoshop – dettagli di opere d’arte del Botticelli, simbolo di quella nuova età dell’oro, generando nel fruitore uno straniamento spazio-temporale. Effetto, questo, amplificato dalla contrapposizione della stessa foto in originale. È così che una Grazia della Primavera ha smesso di danzare con le altre e scende una scalinata; l’angelo dell’Annunciazione del Cestello ha perso le parole e si confonde tra le cassette della frutta; Oloferne, forse dopo troppi drink alla Taverna Azzurra della Vucciria, giace riverso e la sua testa viene comprata dal macellaio di fiducia; l’Uomo con la medaglia è in prova in un’altra macelleria, fatiscente; Santa Caterina della pala di San Barnaba aspetta i suoi gamberoni rossi di Mazzara a nove euro e novantanove al chilo; Sandro stesso in persona sta all’ingresso del mercato di Ballarò, oltre la pila a terra di carciofi, e lo sguardo spalanca le porte infernali: "Lasciate ogni speranza, o voi che entrate". Il video, invece, girato con uno smartphone all’interno delle sale botticelliane degli Uffizi, riprende un secondo smartphone, che, contemporaneamente, riproduce un secondo video, girato all’interno del mercato di Ballarò di Palermo. Le due realtà video si giustappongono e nell’audio si sovrascrivono, muto quello del mercato e attivo quello del museo. Non ci sono differenze e lo spettatore ne esce caotizzato. Daniele Città, palermitano classe 1989, specializzato in Progettazione e cura degli allestimenti artistici all’Accademia di Belle Arti di Firenze, è stato tirocinante delle Gallerie degli Uffizi, ha curato i percorsi di accessibilità e ha lavorato presso gli stessi ai Servizi Museali. Attualmente è libraio al Libraccio.