Entro sei mesi il Viminale dovrà effettuare «una puntuale ricognizione della situazione esistente nei Cpr». Lo ha stabilito ieri il Consiglio di stato, che ha accolto il ricorso presentato dall’Asgi per ottenere un giudizio di ottemperanza. L’associazione infatti aveva già vinto un ricorso a ottobre dello scorso anno, nato dopo aver impugnato nel 2024 il capitolato d’appalto del ministero dell’Interno per la gestione e il funzionamento dei Cpr.

Il ricorso venne respinto in primo grado, per poi essere parzialmente accolto in appello. In particolare vennero ritenute fondate due parti: una relativa a un’incongruenza tra lo schema di capitolato e i criteri stabiliti dalla direttiva ministeriale del 2022 in materia.

La sentenza stabiliva che il decreto dovesse essere preceduto da un’istruttoria. Questa però, secondo i giudici di Palazzo Spada, non è avvenuta. «Non risultano acquisiti elementi conoscitivi concernenti l’effettiva situazione esistente all’interno dei Cpr, né risultano svolti accertamenti», hanno scritto ieri giudici amministrativi.

Il Viminale dovrà svolgerla nei prossimi sei mesi in collaborazione con il ministero della Salute il Garante dei detenuti. Questa dovrà avvenire «con particolare riferimento ai profili dell’assistenza sanitaria e psicologica, alla formazione del personale impiegato, nonché all’analisi degli episodi critici verificatisi con maggiore frequenza nel corso dell’ultimo quinquennio».