I deputati di Futuro Nazionale già gongolano e lo chiamano «effetto Vannacci». Ieri mattina l’aula della Camera ha approvato la procedura d’urgenza per un disegno di legge della Lega per restringere i criteri di accesso alla cittadinanza italiana. Un testo presentato a ottobre 2024, depositato in commissione e di cui mai più si era parlato.
ORA, all’improvviso, è diventato urgente. Significa che saranno dimezzati i tempi: il disegno di legge è stato incardinato già ieri in commissione Affari costituzionali, che ora avrà 30 giorni di tempo per riferire in Aula, dunque entro l’8 agosto quando la chiusura estiva del Parlamento è programmata per la settimana successiva. L’urgenza, non serve specificarlo, l’hanno dettata i sondaggi: il Carroccio è sull’orlo del precipizio mentre la formazione di Vannacci in continua ascesa, drenando consensi proprio sul cattivismo sfrenato contro i migranti (ieri l’eurodeputato ha sfoderato ancora la retorica dell’«invasione»). Così subito dopo il voto gli esponenti della Lega sono partiti in batteria ad esultare.
Per fugare ogni dubbio sul fatto che l’urgenza fosse recuperare terreno a destra, lo ha detto per primo il leader Matteo Salvini: «Bene così! Gli altri parlano, la Lega fa», ha scritto sui social. Negli stessi momenti anche FdI faceva la propria mossa: ieri nella sala del gruppo a Montecitorio ha presentato una propria proposta di legge per rimpatriare gli immigrati condannati a pene superiori a un anno di carcere. Hanno promesso di chiedere l’iter accelerato per concludere in fretta l’esame: «Ma non inseguiamo Vannacci», giurano.











