Scorrono acque agitate, lungo i versanti contrapposti della Val Trebbia, dove boschi, fiumi (e laghi) dell’Appennino ligure accompagnano in Emilia Romagna. In ballo, dopo 60 anni di gestione concordata, c’è infatti il rinnovo trentennale della concessione per la gestione e l’utilizzo della diga del Brugneto, il lago che dà da bere acqua potabile ai genovesi, e acqua per l’irrigazione ai piacentini, oltre i confini regionali. Una divisione basata sullo storico di decenni, che oggi però movimenta il confronto tra le parti in causa.

Da una parte la Regione Emilia Romagna, che chiede un aumento della quota di acqua ligure da destinare alle attività agricole della provincia di Piacenza, e avrebbe già il benestare della Regione Liguria, di fatto l’ente che assegna la concessione. E dall’altra il Comune di Genova, che fa capire di essere pronto a sfilarsi dal tavolo tecnico in corso se l’eventuale nuovo accordo dovesse penalizzare la distribuzione in città da parte di Iren, che di fatto lavora sull’acqua dell’invaso.

A dividere è una questione di numeri, ma non solo quelli. Il precedente contratto tra enti, in mezzo quelli regionali ma anche il Comune e la Città metropolitana di Genova, prevedeva ogni anno un rilascio in terra emiliana di 2,5 milioni di metri cubi d’acqua dei 25 complessivi contenuti nel Brugneto, con la possibilità di aggiunte ulteriori su richiesta. Sul rinnovo, atteso già da mesi, la discussione rischia di trasformarsi in una guerra dell’acqua.