Caricamento player
Mercoledì mattina, durante la riunione della NATO in corso in Turchia, il presidente statunitense Donald Trump ha detto di ritenere che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran previsto dal pre-accordo firmato a giugno tra i due paesi sia «finito, per quel che mi riguarda». «Non voglio più avere a che fare con loro», ha detto, riferendosi alla leadership iraniana. «Sono persone cattive, violente… è una perdita di tempo negoziare con loro».
Nel pomeriggio, parlando sempre dalla Turchia, Trump ha detto che la notte scorsa le forze armate statunitensi hanno «colpito molto duramente» l’Iran, e che «probabilmente lo colpiranno» anche stanotte. In effetti attorno alle 22:30 ora italiana il comando delle forze armate statunitensi in Medio Oriente (CENTCOM) ha annunciato di aver compiuto nuovi attacchi contro l’Iran, dicendo di aver agito su ordine di Trump e in risposta agli attacchi contro le navi mercantili e civili che attraversavano lo stretto di Hormuz.
Non è chiaro quali saranno le conseguenze pratiche delle dichiarazioni di Trump sul cessate il fuoco, e se ora inizieranno bombardamenti reciproci più estesi. Trump ha detto anche che i negoziati con l’Iran possono continuare, facendo capire che la sua posizione è al momento quanto meno ambivalente. Quelli in corso da martedì sono comunque alcuni degli attacchi più grossi dall’inizio del cessate il fuoco.










