Quelle immagini andate in onda su tutte le tivvù del mondo e sul web, che ha una capacità di penetrazione illimitata, di un uomo che cammina con il mitra in mano terrorizzando napoletani e turisti in piazza Montesanto, sono state il punto di partenza del vertice in Prefettura con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per tentare di mettere in campo misure più efficaci contro la criminalità. Ma soprattutto togliere le troppe armi che circolano in città: «Per disarmare Napoli - racconta il ministro - ci sarà un’attenzione particolare delle forze di polizia in accordo con la magistratura». Armi che spesso finiscono tra i minori, le baby gang, che seminano panico e morte con le famigerate “stese”. «Dobbiamo unire attività di intelligence ed operativa - prosegue il responsabile del Viminale - per trovare queste armi. Sarà adottato un “modello Napoli”, per fare in modo che non ci siano persone come quelle che vanno in giro con un Kalashnikov». Il ministro si sofferma sulla reazione dei napoletani: «La popolazione si è indignata, ed io ne sono contento perché vuol dire che c’è una aspettativa della cittadinanza, una ribellione verso questi episodi. La cittadinanza ci chiede giustamente di fare di più e noi lo faremo». A Napoli, negli ultimi 10 giorni, sono stai almeno sei gli episodi di violenza e un paio aggravati da omicidi. Di qui l’indignazione della città. E il pronto intervento di Piantedosi.